Azteco Tonalpohualli
Venti segni sacri del giorno dell'Impero Azteco
I Segni
Storia e Origini
Il calendario sacro azteco, il tonalpohualli — «il conteggio dei giorni» — è autentico, antico e non è nemmeno davvero un'invenzione degli Aztechi. È lo stesso conteggio di 260 giorni del Tzolk'in dei Maya: venti segni dei giorni che ruotano contro i numeri da uno a tredici, venti per tredici fa 260. Entrambi i popoli lo ereditarono da una tradizione mesoamericana molto più antica, ed entrambi lo presero con estrema serietà.
Ogni giorno aveva un numero, un segno, un dio patrono e un presagio — 4-Coniglio, 7-Canna e così via — e il giorno della tua nascita veniva letto come il tuo destino. Non era un oroscopo ozioso: un indovino addestrato, il tonalpouhqui, consultava i libri dipinti dei giorni, i tonalamatl, per dare il nome a un bambino, scegliere il giorno delle nozze o fissare il momento della guerra. Il segno del giorno di nascita plasmava davvero una vita azteca.
Ed è profondamente antico. Il conteggio di 260 giorni risale al primo millennio a.C., agli Zapotechi di Monte Albán e, prima di loro, agli Olmechi — secoli prima che gli stessi Aztechi giungessero al potere nella Valle del Messico. Quando gli Aztechi mantennero il tonalpohualli, portavano avanti un calendario già vecchio di più di mille anni, una delle grandi conquiste intellettuali delle antiche Americhe.
Quindi questo è autentico. (Un'avvertenza: il celebre «calendario azteco» scolpito, la grande Pietra del Sole a Città del Messico, è un monumento magnifico, ma non è di per sé il conteggio dei giorni — il calendario funzionante viveva nei libri dipinti.) Il tonalpohualli è autentico, precolombiano e genuinamente divinatorio, costruito interamente nelle Americhe senza alcun debito verso il Vecchio Mondo. Il segno del giorno che ti diamo qui è uno che gli Aztechi avrebbero riconosciuto.