Sawr
Sawr - il Toro, secondo segno dello zodiaco sufi - è il segno del Ruh, lo spirito divino che anima tutta la creazione e che il percorso sufi cerca di liberare dal suo intrappolamento nella natura inferiore. Nella cosmologia sufi, il Ruh è lo spirito cosmico insufflato da Dio in Adamo - il respiro divino primordiale (nafas al-rahman, il respiro del Misericordioso) che è presente in ogni essere umano come il principio animatore più interno, nascosto e dimenticato nella maggior parte dei casi, gradualmente rivelato nel sincero ricercatore. Il Latifah Ruh nella tradizione Naqshbandi si trova nella parte destra del torace, due dita sotto il capezzolo destro, e il suo colore è tradizionalmente descritto come giallo, il colore della terra nella sua forma più luminosa, la terra trasformata in oro dalla luce divina. Il Maqam di Wara' - la Stazione della Pietà Scrupolosa, della coscienziosa e attenta custodia del cuore e dei sensi da tutto ciò che potrebbe diminuire la presenza divina - governa Sawr, ed è proprio questa la vocazione spirituale del Toro: non la drammatica trasformazione della Tawbah dell'Ariete ma il paziente, attento, quotidiano mantenimento delle condizioni in cui il Ruh può respirare liberamente. Le persone Sawr sono i grandi sostenitori del sentiero Sufi: non quelli che iniziano la rivoluzione ma quelli che si assicurano che la fiamma sia ancora accesa domani mattina.
- Date
- 20 aprile – 20 maggio
- Elemento
- Terra — Turab (تراب)
- Pianeta Dominante
- Venere / Latifah Ruh - Lo Spirito (روح)
- Qualità
- Risolto - Maqam Wara' (مقام الورع) - Stazione della pietà scrupolosa
- Punti di Forza
- Spiritualmente paziente · Costante · Devoto · Scrupolosamente attento · Nutriente · Affidabile
- Punti Deboli
- Spiritualmente compiacente · Formalismo eccessivo · Attaccamento alla pratica · Rigido · Possesso del percorso
Personalità
Il popolo Sawr è governato dalla Latifah Ruh, e questo conferisce loro una qualità insolita di presenza spirituale sostenuta: una profondità dell’essere che gli altri percepiscono senza essere in grado di nominare, una stabilità che comunica qualcosa oltre la pazienza ordinaria. La Ruh nella comprensione sufi è l'aspetto dell'essere umano che è più direttamente connesso al respiro divino - la nafkha, l'inspirazione divina del racconto della creazione del Corano - e le persone Sawr portano questa qualità nel loro stesso modo di abitare lo spazio: sono, in un senso profondo, più continuamente presenti al momento presente rispetto alla maggior parte degli altri, perché la Ruh che li governa è la presenza divina nel respiro, e il respiro è sempre adesso. Il pianeta Venere che governa Sawr nella tradizione astrologica aggiunge la qualità della bellezza e della devozione a questa profondità spirituale: le persone Sawr sperimentano il divino più facilmente attraverso la bellezza - attraverso la musica, attraverso il mondo creato nei suoi aspetti più nutrienti, attraverso la bellezza dell'amore umano sincero e della relazione spirituale maestro-discepolo. La loro ombra è l'attaccamento che può cristallizzarsi attorno a queste bellissime forme: la consapevolezza Ruh che si è localizzata in una pratica specifica, in un insegnante specifico, in un'esperienza sensoriale specifica piuttosto che rimanere aperta al divino ovunque si presenti. La Stazione Wara' insegna proprio questo: che la vera scrupolosità non è la moltiplicazione delle regole, ma il discernimento continuo di ciò che nutre la Ruh e di ciò che la diminuisce: discernimento che richiede sensibilità e libertà dall'attaccamento a qualsiasi particolare forma di nutrimento.
Amore e Relazioni
Sawr si avvicina all'amore così come si avvicina alla vita spirituale: con una pazienza e una profondità di impegno che possono superare quasi ogni difficoltà, con una devozione fisica ed emotiva che si esprime in modo più naturale attraverso una presenza sostenuta piuttosto che una dichiarazione drammatica. Nella tradizione sufi, l'amore del ricercatore per il maestro (il murshid) è il modello primario di amore trasformativo - non perché sia l'amore più comune ma perché è il più purificato: privato delle proiezioni personali e degli elementi narcisistici che complicano la maggior parte dell'amore umano, l'amore del discepolo per il maestro è il prototipo dell'amore dell'anima per il divino. Le persone Sawr portano questo modello in tutti i loro amori: amano con la stessa qualità di attenzione devota, paziente, arresa che il discepolo rivolge al maestro, e cercano nei loro partner qualcosa che possa ricevere e ricambiare questa qualità di amore. Sunbula (Vergine) offre l'energia terrestre complementare di un'attenta devozione - un amore che si esprime attraverso il servizio e un'attenzione precisa ai reali bisogni dell'amato. Saratan (Cancro) porta l'acqua che nutre la terra, la profondità del sentimento che corrisponde all'impegno di Sawr. Aqrab (Scorpione) è il più impegnativo: entrambi fissi e profondamente devoti, ma la tensione acqua-terra tra loro può produrre il giardino più fertile o la palude più intrattabile.
Lavoro e Carriera
Sawr eccelle ovunque l'applicazione continua e paziente di cura e abilità per lunghi periodi di tempo sia il requisito primario: nei tradizionali mestieri sufi (calligrafia, pittura in miniatura, tessitura di tappeti e tutte le arti che richiedono anni di pratica devota prima che la mano possa esprimere ciò che il cuore conosce), nell'agricoltura e nella coltivazione della terra (l'espressione diretta dell'elemento Turab e della qualità nutritiva del Ruh), nella musica (in particolare la musica devozionale della tradizione sufi - sama', qawwali e le varie forme di musica dhikr che utilizzano il suono come veicolo per la Ruh), nella medicina e nella guarigione che funziona attraverso una relazione sostenuta e un'attenta attenzione, e nella conservazione e trasmissione della conoscenza sacra. I grandi ordini sufi capivano che il percorso richiedeva non solo il drammatico risveglio dell'Ariete, ma anche l'attenta coltivazione di ciò che il risveglio aveva avviato: i lunghi anni di pratica, disciplina e devozione che gradualmente schiarivano lo specchio del cuore finché la luce divina poteva essere riflessa senza distorsioni. Le persone Sawr sono i maestri coltivatori di questo periodo di mezzo: non l'inizio e non la fine, ma la lunga metà del percorso dove la maggior parte dei ricercatori si approfondisce o ristagna, e dove il dono di Sawr di attenzione paziente e amorevole al momento presente è più necessario.
Salute e Benessere
Il Latifah Ruh si trova nel petto destro nella mappa corporea Naqshbandi, e la tradizione sufi associa il lato destro del corpo al principio solare, attivo, maschile (nella cornice cosmologica islamica, il lato destro è associato alla misericordia divina e alle qualità di espansione). Anche la gola e la voce - gli organi più direttamente coinvolti nell'espressione del respiro, nel ricordo parlato o cantato del dhikr - rientrano nella zona primaria di Sawr, così come il collo e la tiroide che regola il ritmo metabolico. La vulnerabilità primaria per la salute di Sawr è l'accumulo che risulta dalla difficoltà di rilascio: il corpo che trasporta più del necessario, che non riesce a lasciare andare ciò che è stato digerito, che persiste nel nutrire ciò che non ha più bisogno di nutrimento. Nella comprensione sufi, ciò corrisponde alla condizione spirituale di uns: intimità con una forma specifica del divino che è diventata attaccamento, l'amore che ha smesso di muoversi e ha iniziato a possedere. Il rimedio salutare sufi per Sawr è la pratica del sama' - il concerto spirituale dell'ordine Mevlevi, la musica che utilizza la risonanza naturale della Ruh con la bellezza per allentare ciò che si è cristallizzato e consentire nuovamente il movimento. La salute di Sawr consiste nel mantenere il respiro di Ruh in movimento, letteralmente nel corpo (pratica del respiro, movimento, rinnovamento regolare delle condizioni fisiche) e metafisicamente nell'anima.
Mitologia e Simbolismo
La mitologia Sufi più risonante per Sawr è la storia del grande maestro Sufi Bayazid Bistami - il mistico persiano del IX secolo che trascorse trent'anni portando l'acqua alla casa di una vecchia prima che il divino gli aprisse, che disse "Ero un mistico crudo, poi cucinavo, poi bruciavo" - e la cui biografia spirituale è la mitologia Ruh nella sua più piena espressione: lo spirito che è presente fin dall'inizio, che non può essere affrettato o fabbricato, che emerge in il proprio tempo attraverso la paziente preparazione della nave. Il famoso detto di Bistami "SubhanI!" (Gloria a me!) - scioccante per la religiosità convenzionale ma profonda nella comprensione sufi - esprime la consapevolezza risvegliata della Ruh: quando la Ruh riconosce se stessa come il respiro divino nell'essere umano, l'"io" e il divino non possono essere separati. Questo è l'insegnamento mitologico più profondo di Sawr: che la paziente coltivazione della vita spirituale non è il guadagno di una ricompensa ma il graduale assottigliamento del velo tra il Ruh e la sua fonte divina, finché il velo diventa abbastanza trasparente affinché il divino possa vedersi nello specchio dello spirito purificato. La resistenza paziente e costante del Toro non è la resistenza di chi aspetta che succeda qualcosa, ma la resistenza di chi ha già assaporato il divino e sa che l'unica cosa richiesta è restare e respirare.
Questo Segno in Altre Culture
La coltivazione paziente e sostenuta della vita spirituale - il lungo percorso intermedio tra il risveglio iniziale e la realizzazione finale - è l'ambito della pratica più caratteristica praticamente di ogni tradizione mistica. Nella tradizione indù, il concetto di sadhana - la pratica spirituale sostenuta che il ricercatore mantiene per anni o decenni, attraverso tutte le fluttuazioni dell'esperienza, senza perdere l'orientamento fondamentale - è il principio Ruh di Sawr nella sua forma Vedantica. Nella tradizione mistica cristiana, la Notte Oscura dell'Anima descritta da Giovanni della Croce - il lungo periodo di desolazione spirituale e di paziente sopportazione che segue le iniziali consolazioni della conversione - è la Stazione Wara nella sua espressione più esigente: la scrupolosa fedeltà alla pratica anche quando la pratica sembra non fruttare nulla, la saldezza della presenza del Ruh anche quando il fuoco del Qalb sembra spento. Nella tradizione buddista, il concetto di sila - la coltivazione paziente e attenta della condotta etica come fondamento di ogni pratica più profonda - corrisponde all'insegnamento della Stazione Wara sull'attenta custodia delle condizioni necessarie per la crescita spirituale. Nello Zen giapponese, il concetto di shikantaza - "semplicemente seduto", la pratica prolungata, attenta e non drammatica di sedersi senza obiettivi o aspettative - è l'equivalente più diretto della vocazione spirituale di Sawr: il respiro paziente del Ruh, offerto ancora e ancora, senza altro scopo se non quello di respirare.