Jin (Drago)
辰 · 용띠
Jin (辰), il Drago, è il quinto dei dodici animali dello zodiaco coreano; chi nasce nel suo anno è yong-tti (용띠). Fin dall’antichità, scrive il Museo nazionale del folklore coreano, il drago è sempre stato una creatura di buon auspicio, e sognarne uno era il migliore dei sogni; nella cultura coreana rappresentava il coraggio, lo straordinario e la speranza. Nato nell’acqua, sale verso il cielo — e la sua meta più alta è ascendere al cielo, perché solo l’ascesa rende compiuto un drago.
- Ore
- 7:00–9:00
- Mese
- Terzo mese lunare
- Stagione
- Da Cheongmyeong alla vigilia di Ipha
- Direzione
- Est-sudest
- Yin–yang
- Yang
- Elemento
- Terra
Fonte: National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Composition of the Twelve Zodiac Animals (nfm.go.kr); National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr); National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»
Nati nell’anno del Drago
Si dice che chi nasce nell’anno del Drago erediti la natura sempre mutevole del drago: attivo e di spirito libero, con grandi ambizioni e un cuore abbastanza largo da accogliere molte persone. Il museo li descrive sani, energici, coraggiosi, sensibili e affidabili, sprezzanti della corsa al denaro e dell’adulazione — ma anche facili all’irritazione e all’eccitazione, testardi, molto netti su ciò che amano e ciò che detestano, e un po’ lunatici.
L’enciclopedia dei simboli dà un ritratto di ciascuno dei cinque anni del Drago del ciclo sessagenario: chi nasce in un anno gapjin (甲辰) è taciturno e retto, abile nell’accumulare ricchezza; byeongjin (丙辰), flessibile, indipendente e aperto; mujin (戊辰), testardo, perseverante e affidabile; gyeongjin (庚辰), socialmente attivo e pieno di ambizione; imjin (壬辰), di mente pronta e svelto ad agire. Per chi è del Drago, aggiunge, il samjae — i tre anni di sfortuna — cade negli anni della Tigre, del Coniglio e del Drago.
Fonte: National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»; National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr)
Anni e Seollal
L’animale cambia a Seollal, il Capodanno coreano, non il 1° gennaio: chi è nato a gennaio o a febbraio controlli la data di Seollal del proprio anno. Date del calendario coreano, come le pubblica il Korea Astronomy and Space Science Institute.
| Anno | Seollal (inizio dell’anno) |
|---|---|
| 1904 | 16 febbraio |
| 1916 | 4 febbraio |
| 1928 | 23 gennaio |
| 1940 | 8 febbraio |
| 1952 | 27 gennaio |
| 1964 | 13 febbraio |
| 1976 | 31 gennaio |
| 1988 | 18 febbraio |
| 2000 | 5 febbraio |
| 2012 | 23 gennaio |
| 2024 | 10 febbraio |
| 2036 | 28 gennaio |
| 2048 | 14 febbraio |
Il drago in Corea
La parola coreana nativa per il drago è mireu (미르): lo Hunmong jahoe, un sillabario di caratteri cinesi per bambini dell’epoca Joseon, glossa 龍 come «mireu yong». La parola viene dalla radice mil-, la stessa di mul, «acqua». La tigre è il dio dei monti, il drago il dio delle acque: vive nei grandi stagni, nei fiumi e nel mare, solleva la pioggia e il vento e se li spinge davanti. Il suo legame con l’acqua è scritto sulla carta della Corea, negli innumerevoli luoghi che portano il suo nome, come Yongso, Yongjeong, Yongdam, Yongyeon o Yongdu, e i luoghi dove si venerava il drago erano tutti in riva all’acqua.
Il drago era anche il guardiano del regno. Il popolo di Silla, scrive il museo, diede vita a un drago protettore del paese (護國龍), l’immagine più luminosa di patriottismo della storia coreana: il re Munmu, che unificò i Tre Regni, disse che dopo la morte sarebbe diventato un grande drago per proteggere il paese e sostenere il buddhismo. Le sue ossa furono deposte nel luogo chiamato Daewangam, il tempio costruito per lui fu chiamato Gameunsa, e il punto da cui in seguito si vide il drago prese il nome di Igyeondae. Sull’isola di Jeju, Yongduam, la «roccia della testa di drago», porta la leggenda di un drago che si pietrificò mentre si librava in volo.
Fonte: National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»; National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr)
Simbolo e credenze
Insieme alla fenice e alla tartaruga, il drago era una delle Quattro Creature divine (四靈), gli animali immaginari; fra tutte le creature si riteneva che avesse l’autorità più alta, armato delle armi migliori di ogni altro animale e capace di mettere in armonia tutte le cose. Il Compendio di materia medica dell’erborista Ming Li Shizhen lo descrive come un insieme: il naso di un maiale, gli occhi di un coniglio, la testa di un cammello, le orecchie di un bue, le corna di un cervo, le zampe di una tigre, gli artigli di un falco e le squame di una carpa. Il drago fa le nuvole e la pioggia e si muove liberamente nelle acque e nel cielo, avvolto in una nebbia così fitta che non si distingue il cielo dalla terra; per ascendere ha bisogno della perla magica, lo yeouiju (如意珠), e senza di essa resta sulla terra come imugi, in attesa di trovare la perla e potersi innalzare.
Poiché dominava l’acqua e volava nel cielo, il drago divenne l’emblema del re. In una cultura contadina, dove il tempo giusto mandato dal cielo contava più di tutto, re e drago furono identificati con naturalezza: il volto del re era lo yongan, «volto di drago», il suo trono lo yongsang, la sua veste il gollyongpo, la sua ascesa al trono lo yongbi, «il volo del drago». Il titolo dello Yongbieocheonga, il canto della fondazione di Joseon, significa «i sei draghi di Haedong volarono in cielo»: i sei antenati che salirono al trono. Il carattere 辰 stesso, spiega l’enciclopedia dei simboli, significa che tutte le cose si muovono, si scuotono, tuonano e tremano.
Fonte: National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr); National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»
Leggende e racconti popolari
Nel mito coreano il drago è spesso il genitore di fondatori, re e clan. Al-yeong, moglie di Bak Hyeokgeose, il fondatore di Silla, nacque dal fianco di un drago apparso al pozzo di Al-yeong; Seok Tal-hae di Silla era figlio del re di Yongseong. Il re Taejo di Goryeo, Wang Geon, era figlio di Yonggeon, nato da una donna-drago — ed è per questo che il clan reale Wang di Goryeo era chiamato yongjong, «seme di drago». Seodong, che divenne il re Mu di Baekje, nacque da una vedova e dal drago dello stagno Namji, nella capitale, presso il quale lei viveva; e il fondatore del clan Jo di Changnyeong, Jo Gye-ryong, si diceva discendesse da un drago.
Il drago inoltre predice e protegge. Nel Dongmyeongwang-pyeon, Haemosu, figlio del Signore del Cielo, scende sulla terra su un carro tirato da cinque draghi; la Storia dei Tre Regni registra che un drago nero apparve sul fiume Han, il cielo si oscurò di nuvole e di nebbia, il drago volò via — e il re morì. Le Memorie dei Tre Regni raccontano molte storie di draghi che proteggono la legge buddhista e il paese, tra cui l’origine della pagoda di legno a nove piani del tempio di Hwangnyongsa, costruita perché il potere del Buddha tenesse lontani gli invasori.
Fonte: National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»; National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr)
Nell’arte
A Goguryeo il drago compare come uno dei Quattro Simboli (四神), con la Tigre Bianca, la Fenice Rossa e la Tartaruga Nera. Il gancio della Campana divina del re Seongdeok, una delle più antiche campane della Corea, ha la forma di una testa di drago. Nei templi buddhisti il guardiano del sud tra i Quattro Re celesti tiene in mano un drago, si racconta che nove draghi scesero dal cielo per lavare il Buddha appena nato, e il pesce di legno e il tamburo del dharma usati nel rito non sono mai privi del loro drago scolpito.
La tradizione parla di nove figli del drago, ognuno al suo posto: Jiaotu, simile a una vongola, sui pomelli delle porte; Suanni, che ama il fumo e il fuoco, sui bruciaprofumi; Baxia, che ama l’acqua, sui ponti; Yazi, che ama uccidere, sulle impugnature dei coltelli; Qiuniu, che ama la musica, sugli strumenti come il geomungo; Chaofeng, a cui piace arrampicarsi, sugli angoli dei tetti; Chiwen, a cui piace guardare lontano e inghiottire, alle estremità del colmo del tetto; Pulao, a cui piace gridare, in cima alle campane; e Bixi, con il suo grande guscio, che porta le lapidi. Nella vita di ogni giorno, credendo che il drago portasse felicità, la gente lo scolpiva su pali e armadi.
Usanze e vita quotidiana
Per un popolo contadino l’acqua era preziosa come la vita, e quando colpiva la siccità si offrivano al drago riti per chiamare la pioggia; il Dongguk yeoji seungnam registra molte di queste preghiere presso pozzi, pozze e stagni del drago. I villaggi di pescatori celebravano lo yongwang-gut o lo yongwang-je, riti per il Re Drago, pregando per il ritorno delle barche sane e salve, per una pesca abbondante e per la pace del villaggio, e gli stessi riti si tenevano ai pozzi dei villaggi e delle case.
Fonte: National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»; National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr)
Compatibilità
Triade armoniosa (samhap)
In conflitto (wonjin)
Il Drago, il Ratto e la Scimmia formano una delle quattro triadi armoniose (samhap, 삼합): il drago, dice il museo, è una creatura fatta del cervello astuto del ratto e del corpo agile della scimmia. Drago e Scimmia si attraggono — il Drago per l’indole infinitamente amabile della Scimmia, la Scimmia per la grandezza del Drago — e con la forza del Drago e l’abilità del Ratto, Drago e Ratto possono compiere insieme grandi cose. L’enciclopedia dei simboli aggiunge il Gallo tra gli amici del Drago e indica il Cane come l’animale con cui si scontra.
Il Maiale è il wonjin (원진) del Drago, l’animale in conflitto con lui: «il drago odia il naso del maiale» (龍嫌猪黑面). Il drago riunisce in sé tutti gli animali, ma fra tutti i suoi tratti grandiosi ha preso il naso del maiale, e dà la colpa a quel brutto naso di rovinargli l’aspetto; così, nei matrimoni combinati della tradizione popolare, si evitava spesso di unire Drago e Maiale. Il wonjin, spiega l’enciclopedia, è il rancore che resta dopo un litigio, e pesa molto nella compatibilità matrimoniale.
Fonte: National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Harmony of the Zodiac Animals (nfm.go.kr); National Folk Museum of Korea, The Story of the Twelve Animals of the Korean Zodiac: Dragon (nfm.go.kr); National Folk Museum of Korea, 한국민속상징사전, «용띠»