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Zodiaco Tailandese

Dodici segni che fondono influenze indiane e cinesi

Come lo calcoliamo →

Segni: 12 Origine: ~13th c. AD Regione: Asia del Sud-Est

I Segni

Storia e Origini

Gli animali dell’anno thai sono il ciclo cinese di dodici anni, reso thai. Quaritch Wales, che studiò i trattati thai di divinazione, scrive che il ciclo fu introdotto nel primo regno thai, Sukhothai, nel XIII secolo, in un’epoca di intensi rapporti con la Cina, e che, contato su un calendario lunare, è rimasto ininterrottamente in uso presso il popolo. Il Siam, osserva, sembra un paese molto indianizzato nella cultura di corte e nella religione buddhista; ma a livello popolare, e soprattutto nella divinazione, l’influsso cinese è evidentissimo, naturalizzato da tanto tempo da aver preso un carattere decisamente locale.

Gli anni hanno nomi propri, distinti dalle parole che indicano i loro animali, e le fonti li spiegano in modi diversi. Quaritch Wales scrive che i nomi non sono locali ma sembrano derivare da un antico dialetto della Cina meridionale; il Dizionario del Royal Institute, il dizionario ufficiale della lingua thai, indica Chuat, Chalu e Khan come parole di origine khmer. Il dizionario definisce ogni nome come un anno del ciclo che ha un animale per simbolo: Chuat il ratto, Chalu il bue, Khan la tigre, Tho la lepre, Marong il serpente grande, Maseng il serpente piccolo, Mamia il cavallo, Mamae la capra, Wok la scimmia, Raka il pollo, Cho il cane, Kun il maiale. Il quinto anno è dunque un serpente grande e il sesto uno piccolo; J. C. Eade traduce Marong con «drago», e Quaritch Wales dà «drago» come lettura alternativa.

In Thailandia il modo cinese di calcolare il destino prese una veste indiana e buddhista. Nei trattati thai in testa a ogni anno sta un essere che cavalca il suo animale, un devatā, un uomo, una donna o un demone, accanto a un albero in cui risiede il khwan, lo spirito dell’anno; e ogni anno è legato a un momento celebre di uno dei Jātaka, i racconti delle vite precedenti del Buddha, cosa che rese un sistema cinese accettabile ai buddhisti thai. La settimana, sconosciuta al calcolo cinese, venne dall’India: i suoi giorni portano i nomi dei pianeti.

La Thailandia ha dato un nome ai suoi anni in più di un modo. Sukhothai, Ayutthaya e Bangkok, i regni del centro, univano l’animale al posto dell’anno in una decina, «n-esimo della decina». Fuori dalla regione centrale era molto diffuso un altro sistema: un ciclo di sessant’anni che combina una serie di dieci parole con una di dodici, ritenuto di origine cinese meridionale; i Thai del Nord distinguono spesso i nomi degli animali come stile «khmer» o «khom» dallo stile «tai» del ciclo. Eade avverte che i due non si equivalgono: trasformare senza commento un anno del Nord in «un anno del cane, ultimo della decina» è fuorviante.

Quando cambia l’animale? Per lo Stato thai la risposta è fissata. L’anagrafe segue il Calendario Reale, in cui l’animale cambia il primo giorno di luna crescente del primo mese, fra novembre e dicembre: un bambino nato il 28 novembre 2019 è stato registrato come Ratto, non come Maiale. L’anno dell’era cambia in un altro momento: nel Calendario Reale, osserva Loy Chunpongtong, l’ultimo giorno dell’anno dell’animale, alla fine del dodicesimo mese, e l’ultimo giorno dell’anno dell’era, alla fine del quarto, cadono a quattro mesi lunari di distanza. La pratica più antica è discussa. Cœdès sosteneva che l’animale cambiasse il primo giorno di Caitra, il quinto mese; Eade non conosce prove certe e cita un’iscrizione del 1777 che va nel senso opposto, anche se riporta pure un passo di cronaca che potrebbe concordare, e conclude che servirebbero prove più chiare. Il Calendario Reale si calcola ancora oggi: Loy Chunpongtong, la cui tabella degli anni ufficiali sta alla base del nostro calcolatore fino al 2007, si firma consulente per il suo calcolo presso l’Ufficio della Casa Reale. ZodiAtlas segue la regola ufficiale, perché è quella che applica l’anagrafe thai.

Il ciclo è ancora vivo. A Bangkok Quaritch Wales comprò il Brahmajati, una raccolta a stampa di molti antichi trattati di divinazione pubblicata in tre parti fra il 1926 e il 1931; la seconda parte riportava i dati della tiratura, la quattordicesima, di 6.000 copie. La Biblioteca Nazionale di Bangkok conserva quasi mille volumi manoscritti di divinazione e astrologia, e i trattati illustrati sulla nascita e sul matrimonio si facevano ancora, con miniature dipinte a mano, quasi fino alla fine dell’Ottocento: uno di essi, datato 1885, fu portato da Bangkok e donato al British Museum dal ministro britannico Sir Ernest Satow. Phya Anuman Rajadhon, scrivendo dei libri che danno i giorni propizi per i lavori nei campi, chiamava queste opere «manuali di casa», conservati nei monasteri e copiati più e più volte da chiunque sapesse leggere e scrivere.

Fonte: H. G. Quaritch Wales, Divination in Thailand: The Hopes and Fears of a Southeast Asian People (London & Dublin: Curzon Press, 1983), pp. ix–xii, 8–9, 12; พจนานุกรม ฉบับราชบัณฑิตยสถาน พ.ศ. ๒๕๕๔ (Royal Institute Dictionary, 2011), Office of the Royal Society, ชวด, ฉลู, ขาล, มะโรง, มะเส็ง, นักษัตร ๒; J. C. Eade, The Calendrical Systems of Mainland South-East Asia (Leiden: Brill, 1995), §§3.2.2–3.2.6, 4.1.2; Department of Provincial Administration, Bureau of Registration Administration, Q&A (2566), p. 1; Loy Chunpongtong, Journal of the Royal Institute of Thailand 38(3) (2013), pp. 196–206, pp. 196, 198, 206